Call center, dal 13 luglio sciopero nei call center Crm Bpo, in regione a rischio migliaia di posti di Lavoro. Cgil e Slc Napoli e Campania: “Difendiamo l’occupazione dall’avvento dell’intelligenza artificiale”
Sciopero nei call center delle aziende del settore Crm Bpo (Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing), che gestiscono per conto terzi (in outsourcing) le relazioni con i clienti e l’interazione tra cittadini, istituzioni e imprese. Si parte lunedì 13 luglio fino venerdì 27 luglio. Ad indirlo, su tutto il territorio nazionale sono state le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e UilCom Uil. L’astensione dal lavoro sul territorio si articolerà secondo modalità volte a dare massima visibilità alla protesta: lo sciopero si svolgerà nell’ultima ora di ciascun turno per i contratti part-time e nelle ultime due ore di ciascun turno per i contratti full-time.
In Campania operano circa 18mila lavoratrici e lavoratori in questo settore, dal momento che la regione ospita il 23 per cento di tutte le unità locali italiane di contact center, con la provincia di Napoli che da sola concentra 329 sedi aziendali e impiega gran parte degli operatori regionali. “I dati dimensionali del settore – scrivono in una nota Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania e Giulia Guida, segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania – confermano la straordinaria rilevanza e la delicatezza di questa mobilitazione. Questi numeri evidenziano l’impatto economico e occupazionale che qualsiasi scossone normativo o contrattuale può generare sull’intero tessuto sociale locale”.
Al centro della mobilitazione c’è la vertenza legata alla commessa per la gestione del call center di Acqua Bene Comune, società del Comune di Napoli. “Una situazione inaccettabile – dice Giulia Guida, segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania – dove non è stata rispettata la clausola sociale, mettendo ad immediato rischio la continuità occupazionale e i diritti acquisiti di decine di lavoratrici e lavoratori. La Slc Cgil Napoli e Campania rimarca che le regole sui cambi di appalto e la clausola sociale non sono elementi negoziabili, ma pilastri fondamentali a tutela della dignità del lavoro. Chiediamo – è l’appello della segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania – un intervento immediato delle istituzioni regionali e locali, affinché venga convocato un tavolo di crisi in cui venga imposto il rispetto delle norme e per salvaguardare ogni singolo posto di lavoro della commessa ABC. Fino a quando non si otterranno risposte certe e l’applicazione integrale delle tutele occupazionali, la mobilitazione proseguirà determinata in tutti i posti di lavoro”.
Tornando allo sciopero, i segretari generali di Cgil e Slc Napoli e Campania, sottolineano l’elemento cruciale: l’avvento dell’intelligenza artificiale che rischia di smantellare il settore e avviare un pericoloso precedente di precarizzazione. “Lo sciopero che prende il via il 13 luglio – sostengono Ricci e Guida – affronta un nodo cruciale per l’intero comparto: al Sud, e in un territorio complesso come la Campania e l’area metropolitana di Napoli, il lavoro nei call center ha rappresentato e rappresenta tuttora un fondamentale punto di arrivo, nonché un’occasione di stabilizzazione per tantissimi lavoratori, con un livello di istruzione e qualificazione molto elevate. Oggi questa crisi, innescata dal mancato rispetto delle tutele contrattuali e sociali nei cambi di appalto, insieme alle preoccupazioni per l’avvento ormai concreto e strutturale delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, – è l’allarme lanciato da Ricci e Guida – rischia di smantellare un intero settore e di avviare un pericoloso precedente di precarizzazione”.
“Per queste ragioni – concludono – è assolutamente necessario che le aziende, la committenza e tutte le istituzioni si occupino immediatamente del tema della riqualificazione professionale, ponendosi con urgenza il problema di come governare il cambiamento sul lavoro in termini di transizione digitale, garantendo la piena applicazione delle clausole di salvaguardia ed evitando a tutti i costi la dispersione dei posti di lavoro e il deserto sociale”.
